lunedì 13 febbraio 2017

Chi sono

Sono nato a Roma nel 1963. Mi sono laureato in Architettura nel 1992 presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza con la tesi in urbanistica “Recupero urbano e territoriale del bacino delle Acque Albule: analisi e proposta di piano”, pubblicata l’anno dopo nella collana dei Quaderni DPTU della stessa università.  Sono iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma dal 1993. Ho compiuto studi di arte e iconografia cristiana presso la Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma. Ho collaborato per diversi anni con società private nel campo dell’edilizia residenziale e dei servizi pubblici e privati (scuole e parcheggi). Dal 1996 faccio parte dell’organico della Società Acea dove mi sono occupato prevalentemente di illuminazione d’accento di emergenze storico-artistiche e di progettazione illuminotecnica funzionale.

venerdì 7 marzo 2008

Libri e articoli



(2018)
INDICE

Introduzione
I centri sottili nel pensiero di alcuni autori cristiani contemporanei
li significato dei centri sottili in Anthony Bloom
I centri sottili nella visione ecumenica di Giovanni Vannucci
I sette centri occulti nella prospettiva metafisica di Silvano Panunzio
La costituzione occulta dell'uomo
I centri sottili secondo Bede Griffiths ed Henri Le Saux
Conclusioni

Considerazioni sui centri sottili nella mistica cristiana
La conformazione psicofisica dell'uomo nella tradizione cristiana 
Mistica cristiana e centri sottili
Il cuore
Il cuore dell'uomo e il Cuore di Cristo
Il simbolo del "Cuore di Cristo" e l'ascesa al centro profondo dell'anima
Il Cuore di Cristo ed il cuore umano in alcuni autori medievali
Lo Spirito
Il Cuore di Cristo centro segreto dell'uomo
L'Intelletto e i suoi centri
Il logos divino: la Luce vera
Il noùs
L'anima carnale: il centro della ragione inferiore
Conclusioni

La purificazione dei centri sottili nel cristianesimo
La purificazione del cuore e degli altri centri sottili
L'Invocazione del Nome nella tradizione cristiana d'Oriente
Il metodo psicofisico degli esicasti e l'illuminazione dei centri sottili
Alcune considerazioni sul metodo psicofisieo
L'Invocazione del Nome nella tradizione cristiana d'Occidente
Orazione contemplativa e centri sottili
Le sette dimore del Castello Interiore ed i sette centri dell'essere umano

I centri sottili nel sufismo della Naqshhandiyya e nella mistica cristiana: alcuni parallelismi
La dottrina dei centri sottili secondo la ṭarīqa Naqshhandyya
L'Invocazione del Nome nelle tradizioni non cristiane
Parallelismi tra il ḏikr islamico e la Preghiera del Cuore
Parallelismi tra l'orazione contemplativa cristiana la murāqaba
La funzione del maestro nella mistica islamica e nella mistica cristiana

Conclusione

(2018)

Il collegio benedettino di Sant'Anselmo sull'Aventino fu realizzato tra il 1893 e il 1901. La chiesa venne consacrata nell'anno giubilare 1900. Il complesso architettonico fu realizzato su progetto di Ildebrando de Hemptinne, nominato dal papa Leone XIII primo Abate Primate della Confederazione Benedettina. Il Collegio internazionale di Sant'Anselmo, fondato nel 1687 e chiuso dopo il 1870, fu riaperto da papa Leone XIII nel 1887. L'edificio si ispira ai canoni dello stile romanico ed è una delle opere di architettura sacra più pregevoli del tempo. presentazione di Notker Wolf.



(2013)

Dio si è fatto uomo affinché l'uomo potesse divenire Dio, scrive Sant'Ireneo, uno dei primi padri della Chiesa. Fin dalle origini il Cristianesimo è stato caratterizzato da una dimensione interiore mistica ed esoterica. La natura dei misteri cristiani è profondamente "mistica", in primo luogo quella del battesimo. Questa lunga ricerca, quasi una mappa per il Viaggio Spirituale alla scoperta delle nostre origini, individua nella tradizione Cristiana e Cattolica gli stessi caratteri di tutte le altre tradizioni esoteriche, dall'Ebraismo all'Islam. Viene superata la tesi secondo cui la Conoscenza iniziatica sia materia riservata a un'èlite dedita a rituali segreti, estranea o in contrapposizione alla Chiesa ufficiale. L'esoterismo cristiano, spesso ai margini della religione ufficiale, viene oggi riportato alla Luce. È questo un percorso di amore filiale, uno studio sul rapporto tra l'uomo e Dio che non lascia niente di insondato, oltre ovviamente alle profondità del cuore di ognuno.


(2009)


Dal Pincio al Gianicolo al Testaccio, da molti punti di Roma si può scorgere sulla collina dell’Aventino l’imponente fabbricato dell’Abbazia Primaziale di Sant’Anselmo con le sue due tipiche torri. I Benedettini non essendo un Ordine centralizzato ma una Confederazione di Congregazioni monastiche, devono molto a questo centro voluto dal Papa Leone XIII per la loro unione e formazione. Con il Pontificio Ateneo, il Pontificio Collegio e la sede dell’Abate Primate è il punto di riferimento e d’incontro dei Benedettini di tutto il mondo. Inoltre tramite il Pontificio Istituto Liturgico offre un servizio alla Chiesa Universale. È un luogo che si è sviluppato dalla fine dell’800 fino ad oggi e continuerà a cambiare il suo volto vista l’espansione dell’Ordine Benedettino in tutti i continenti.
Francesco Comandini presenta la storia della nascita di
Sant’Anselmo con la descrizione dell’edificio e della chiesa abbaziale riportando una serie di dettagli con i disegni originali dell’opera. Il libro è una preziosa testimonianza di un complesso storico che è pieno di vita e della bellezza della sua forma esterna; un patrimonio da conservare e sviluppare.

Alla festa del transito di San Benedetto, 21 marzo 2009

Notker Wolf, osb.
Abate Primate

(2008)
PREFAZIONE (di Antonia Tronti)

Per molti l’Oriente, con la sua antica e articolata tradizione spirituale, è stato o è maestro. Da cui apprendere l’arte dell’interiorizzazione, l’amore per il silenzio, l’inclusione dell’elemento corpo nel cammino spirituale, l’attenzione al respiro, la coltivazione della consapevolezza. Le vie orientali – indù, buddiste, taoiste – sembrano offrire a chi è in ricerca mappe orientative, indicazioni di percorso, strumenti di cammino, che aiutano ad avventurarsi in profondità e con autenticità nei sentieri dello spirito.
Ma aleggia su tutti una domanda, talvolta esplicita, talaltra silente...: è davvero necessario compiere un qualche “pellegrinaggio in Oriente” per osare incamminarsi su certi sentieri? Davvero occorre realizzare lunghi viaggi verso il Giappone, la Cina, l’India, ricevere l’iniziazione da un guru, farsi trasmettere un mantra da ripetere per tutta la vita, imparare a leggere gli insegnamenti sacri nelle lingue originali, in sanscrito, in giapponese o in pali, e sottoporre ad austera ed articolata disciplina il corpo, il respiro e la mente?
L’interrogativo, naturalmente, è retorico, e la risposta è ovvia: per alcuni sì, è necessario; per molti, invece, l’incontro con le tradizioni dell’Oriente è solo una tappa, dopo la quale tornare a scavare nel proprio terreno con occhi nuovi, per scoprire in esso tesori prima insospettati.
Mi sembra questo l’itinerario che Francesco Comandini ci propone nel suo testo. Un itinerario esemplare, in cui molti si potranno riconoscere, che ha come spinta propulsiva l’esigenza di una spiritualità più interiorizzata, meno ritualizzata e formalizzata, più silente.
L’idea che Dio possa essere cercato non solo “nei cieli”, ma anche “nel cuore” dell’essere umano, in quanto anche lì ha scelto di prendere dimora, non appartiene solo alle tradizioni orientali – è un’idea che la creatura di qualsiasi epoca e luogo istintivamente formula, nel momento stesso in cui si sente misteriosamente abitata da Altro. Ed è idea che ancor più si addice al cristianesimo, religione dell’Incarnazione e dell’incontro tra Dio e le sue amate creature, che lo hanno “visto” nel corpo del Figlio e ricevuto nel cuore in Spirito. E che dunque non può trascurare di sondare le profondità del cuore umano e di porre proprio in esso quella che è la pratica dell’incontro divino-umano per eccellenza, ovvero la preghiera. Non solo la preghiera vocale, che rivolge a Dio parole, ma anche e soprattutto quella preghiera che consiste semplicemente nello “stare silenziosamente al cospetto di”. Tutt’al più invocandone, o ribadendone, la presenza con la ripetizione del Nome. “Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in Lui”, recita il Salmo 37 (Sal 37,7).
Preghiera di attesa, di presenza, di ascolto.
Comandini narra nell’Introduzione il momento della sua scoperta della meditazione silenziosa di matrice cristiana: “Quasi vent’anni fa, dopo essere rientrato nella Chiesa cattolica, mi avvicinai al mondo della meditazione cristiana, scoprendo che la meditazione silenziosa, non concettuale, era un elemento presente non soltanto nelle tradizioni religiose orientali, ma anche nel cristianesimo”. Da quel momento, la sua ricerca sembra aver percorso due filoni fondamentali, che nel libro emergono con chiarezza:
1. l’incontro con quelle figure del Novecento cristiano che hanno conosciuto, non solo concettualmente, le pratiche meditative orientali, ed hanno, attingendo ad esse, sperimentato, formulato e proposto metodi di preghiera e di meditazione (Ballester, Cappelletto, Main, Barsotti, Vannucci) o stili di vita (Griffiths, Le Saux) in cui il debito all’Oriente è esplicito;
2. la lettura e lo studio di alcuni testi della tradizione cristiana antica, in particolare le testimonianze dei Padri del deserto e di quei monaci greco-orientali che hanno dato vita all’esicasmo, da alcuni considerato una sorta di “yoga cristiano”.
Ovviamente i due filoni si intrecciano, come bene ci mostra il nostro Autore nella seconda parte del libro, presentandoci le riflessioni di alcune figure spirituali del Novecento intorno alla “preghiera del cuore”. Quasi tutti coloro che hanno cercato una via silenziosa di preghiera lo hanno fatto confrontandosi con i padri del deserto, l’esicasmo della Filocalia e i testi della mistica cristiana di ogni tempo. E’ tra questi percorsi che si snoda la strada ed è a queste fonti che ciascuno può attingere per trovare la strumentazione adatta al proprio cammino.
Comandini non esita ad esplorare e sperimentare in prima persona, mosso da ricerca autentica, coraggiosa e sincera. E attraverso la narrazione della sua personale esperienza, suggerisce possibili itinerari, di cui bene mette in luce similitudini e differenze, a chiunque sia in ricerca. Percorsi che sono da sempre aperti a tutti, ma sconosciuti ai più. E’ ben lontana da lui l’intenzione di scrivere un trattato sistematico sulla meditazione silenziosa, mentre lo muove il desiderio di offrire, come recita il titolo stesso, dei “semi”, che ciascuno poi potrà autonomamente inserire nel terreno della propria ricerca e innaffiare a sua volta, scegliendo di approfondire uno dei percorsi di cui ci parla.“Compresi che la contemplazione non era una prerogativa esclusiva dei monaci e dei mistici, ma una possibilità aperta a qualsiasi cristiano che volesse impegnarsi in un serio cammino di conoscenza interiore” (cap. I,1). L’intento sembra essere quello di rendere queste vie accessibili a tutti. Di fugare quel pensiero diffuso per cui certi cammini sono riservati solo a pochi “eletti”, di indole particolarmente solitaria o mistica: monaci, eremiti, persone lontane dalla quotidianità in cui la maggior parte di noi è immersa. Troppo poco la Chiesa ha fatto conoscere queste vie nate e cresciute nel proprio seno. Troppo poco ce ne ha mostrato l’esistenza e la percorribilità. Tanto che sempre più le si è pensate inesistenti, e le si è andate a cercare altrove. Le si va a cercare altrove. Ancora oggi. Eppure tutto era già negli insegnamenti di Gesù, primo maestro: “Tu, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6,6). Semplicemente siedi in Dio.


(2004)

Nella presentazione, Ignazio Breccia Fratadocchi (direttore lavori della nuova chiesa romana di Richard Meier) anticipa che questo libro, pubblicato in edizione economica, affronta il tema del ´luogo di culto nella sua complessità, approfondendone con planimetrie schematiche le rilevanze architettoniche, le funzionalità liturgiche, tecniche, dimensionali e di costo. Ricorda l'importanza della definizione dei ´vari spazi architettonici e della monumentalità, intesa come obiettivo formale e di evocazione simbolica e culturale. Sottolinea che se il testo esprime un'apparente predilezione per le composizioni simmetriche, questa può essere compensata con la citazione delle realizzazioni contemporanee, che hanno concesso deroghe ai canoni architettonici classici. Dopo aver descritto i principali caratteri storici dell'edificio di culto cristiano, l'autore (noto studioso di architettura sacra) indica invece i criteri utili alla composizione delle diverse parti della chiesa; accenna all'adeguamento delle basiliche antiche alle prescrizioni del ´Vaticano II; introduce il concetto dei ´fuochi liturgici (l'altare, l'ambone, il seggio, distinto dalla cattedra episcopale, la custodia eucaristica o tabernacolo, il battistero, il confessionale, il coro e l'organo), elementi architettonici e di arredo che definiscono più o meno compiutamente distinti temi formali e funzionali.
A essi aggiunge, dal punto di vista progettuale, anche gli aspetti che riguardano già dall'esterno la configurazione del complesso ecclesiale; vale a dire i suoi caratteri di integrabilità nel contesto urbano (accessi, sagrato, dimensioni, finiture, riconoscibilità, campanile); infine, i criteri da considerare per l'illuminazione e gli aspetti dimensionali, riferiti anche ad altri spazi accessori e di servizio. Ciascun capitolo è corredato da note a margine e in fondo da rinvii a normative e istruzioni emanate dal Concilio Vaticano II. L'appendice riporta un glossario, la bibliografia e la segnalazione di alcuni corsi di approfondimento sul tema, organizzati in varie città d'Italia.
Dall'Introduzione
Dio non abita in templi costruiti dall'uomo (At 17,24). Secondo il teologo ortodosso Pavel Florensky la liturgia esprime l'interiore articolazione della chiesa, cioè il movimento verso l'interiorità che si realizza nella celebrazione dei Santi Misteri e in modo particolare nella celebrazione del Mistero pasquale per mezzo del quale Cristo ha compiuto l'opera della nostra salvezza.La liturgia, in quanto azione sacra, per essere celebrata, necessita di segni sensibili e visibili che si esprimono attraverso riti consolidatisi nelle diverse culture nel corso dei secoli. L'arte, nelle sue varie manifestazioni, costituisce un elemento di fondamentale importanza per mezzo del quale, nell'ambito dell'azione liturgica, la realtà umana e sensibile può realizzare l'incontro con la realtà divina e sovrasensibile. L'architettura, insieme alle altre forme artistiche, contribuisce alla realizzazione di questo incontro definendo le caratteristiche dei luoghi e degli spazi in cui la celebrazione liturgica si svolge. Il suo scopo è duplice in quanto, da un lato deve esprimere le caratteristiche di uno spazio sacro attraverso segni e contenuti simbolici e, contemporaneamente, al pari di qualsiasi altra architettura, essere funzionale alle azioni che in essa si svolgono.

INDICE
Presentazione (a cura di Breccia Fratadocchi)
Introduzione

I. L'edificio di culto cristiano: cenni storici

II. Principali riferimenti normativi

III. Gli spazi per la celebrazione liturgica
Geometrie dello spazio interno
L'aula dei fedeli
I percorsi interni
Accoglienza e accessibilità
Organizzazione dello spazio interno dell'aula
Dalla normativa liturgica

IV. Cenni sull'adeguamento liturgico
Normativa liturgica sull'adeguamento

V. I fuochi liturgici
1. L'altare
L'altare dopo la riforma liturgica
Dalla normativa liturgica

2. L'ambone
Caratteristiche dell'ambone
Dalla normativa liturgica

3. Il seggio
Dalla normativa liturgica

4. La custodia eucaristica
Dalla normativa liturgica

VI. I fuochi liturgici
Il luogo del Battesimo
Dalla normativa liturgica

VII. Il luogo della confessione
Dalla normativa liturgica

VIII. Il coro e l'organo
Dalla normativa liturgica

IX. La chiesa nel contesto urbano
Il sagrato
Accoglienza e accessibilità
Le porte della chiesa
La sacrestia
Dalla normativa liturgica

X. Illuminazione
Illuminazione e opere d'arte
Apparecchi di illuminazione e lampade
Collocazione dei centri luminosi
Illuminazione esterna
Luce naturale
Dalla normativa liturgica

XI. Il progetto
Il centro parrocchiale
Dimensioni progettuali di massima degli elementi liturgici
L'elaborazione del progetto ed il ruolo del progettista
Cenni sul progetto degli impianti tecnici
Dalla normativa liturgica

Appendice: Corsi e Master di architettura liturgica
Glossario
Bibliografia



(2002)
PREFAZIONE (di Mariano Ballester, SJ)
L’espressione latina “fuga mundi” ha indicato per secoli una delle caratteristiche essenziali ai primi monachi e Padri del deserto che, per appagare la loro fame e sete di contemplatività, letteralmente “fuggivano” dalle grandi città, considerate come altrettanti focolai di inquinamento e vizi nocivi ai loro ideali. Essere monaco era quindi quasi un sinonimo di “essere fuori”, fuori dalla città, dalla quotidianità civile, dal chiasso, dal mondo. Forse per questo il monachesimo risultava così poco attraente ai cittadini “normali”. Così si racconta scherzosamente il seguente dialogo tra due abitati dell’antica città di Alessandria:

- Se vedi un monaco che sta affogando nel Nilo, che cosa gli lanci?
- Un ancora!

Ma il mondo in cui nacquero e proliferarono le prime forme di monachesimo tradizionale cristiano è ormai più che lontano e sorpassato. Francesco Comandini, appassionato conoscitore delle moderne comunità monastiche, ci offre attraverso queste pagine una visione del tutto opposta a una “fuga mundi”. Anziché fuggire dal mondo, i modelli di monachesimo interiorizzato qui presentati svolgono la loro missione in pieno mondo, avendo come garanzia e solidità della loro missione la preghiera che Gesù eleva al Padre in favore dei suoi discepoli: Essi sono nel mondo… Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo (Gv 17,11.15s). In completa sintonia con queste parole di Cristo, i monaci qui presentati non sono altrettanti fuggiaschi dalle tenebre mondane, ma irradiazione di luce in mezzo a tali tenebre.

Le nostre moderne società non solo sono inquinate dalle varie corruzioni morali, c’è forse un tipo di inquinamento più sottile e meno appariscente, quello che potremmo chiamare lo scetticismo informe. Qualcuno ha detto che la forma di scetticismo dominante oggi, non è né intellettuale, né ideologica, né aggressiva, né lucida, ma piuttosto un prodotto indistinto e passivo, una sintesi di influenze culturali convergenti, dove la fede religiosa è percepita come qualcosa di irreale. Anche a questo riguardo le pagine che seguono sono un antidoto allo scetticismo informe. Ritengo che molte persone prese dall’atmosfera irrespirabile che permea gli ambienti contaminati con questo tipo di scetticismo, troveranno una finestra aperta all’aria limpida della fede e della speranza pur in mezzo alla città mondana.

L’opera di Francesco Comandini ha inoltre il pregio di essere una raccolta esistenziale. Le varie esperienze qui presentate sono incarnate in personalità reali e attuali, molte di loro ancora viventi in contesti culturali diversi, e tutti ci conducono a scoprire la preziosa intuizione dell’autore: è possibile vivere un certo monachesimo in mezzo al mondo. Mantenendo sempre una sobria e discreta posizione personale riguardo alle diverse forme creative del moderno monachesimo, l’autore lascia trasparire non di rado osservazioni e aneddoti autobiografici riguardanti la propria esperienza di ricerca interiore. Infatti egli si rivela formando parte di quella schiera di moderni ricercatori dello Spirito che portano con sé la divina inquietudine della realizzazione contemplativa nella vita quotidiana. In questo senso, attraverso le tante immagini valide e feconde di ricerca spirituale, l’opera diventa invito per chi vorrà inoltrarsi nell’esperienza del monachesimo interiorizzato. Questa possibilità viene chiaramente manifestata nelle parole dell’autore che riassumono anche lo scopo del suo libro:

Si può vivere “da monaci” nella ricerca assoluta di Dio in completo anonimato, senza che esteriormente traspaia il pur minimo accenno ad una vita di carattere religioso. (…) Il monachesimo interiorizzato può quindi, a mio avviso, essere vissuto con modalità diverse e l’elemento esteriore potrà essere completamente assente, oppure avere il valore ora di testimonianza, ora di riconoscimento, ora di comunicazione di una scelta di vita, ora di affermazione di un cammino evangelico radicale.




(1998)


Pubblicazione della tesi (1994)


ARTICOLI E CONTRIBUTI

“Il sagrato”, La Vita in Cristo e nella Chiesa, n. 8 (1999): 26-29
 “Scuole d'iconografia in Italia”, La Vita in Cristo e nella Chiesa, n. 9 (1999): 60-61
 “L'icona liturgica”, La Vita in Cristo e nella Chiesa, n. 7 (2000): 57-60
“La fraternità universale della Parola”, La Vita in Cristo e nella Chiesa, n. 7 (2002): 59-61
“La chiesa di Cristo Re in Prati”, ABC Magazine, n. 5 (2003): 18-19
“San Bernardo alle Terme. Un'oasi di preghiera nel cuore della città”, ABC Magazine, n. 6 (2003): 18-19
“Icona immagine dell'invisibile”, ABC Magazine, n. 7 (2003): 12-13
“La chiesa di S. Lazzaro. Piccola testimonianza di architettura medievale”, ABC Magazine, n.8 (2003):14-15
“Una città accessibile per tutti”, ABC Magazine, n. 8 (2003): 17
“Voglia di libri e non solo. Le biblioteche comunali di Roma”, ABC Magazine, n. 10 (2004): 10
“Luci sulla città. L'illuminazione pubblica nella Capitale”, ABC Magazine, n. 10 (2004): 11
“La chiesa di S. Francesco. Una chiesa del XVII secolo nel caos della città”, ABC Magazine,n.10 (2004):14-15
“La chiesa di S. Maria delle Grazie”, ABC Magazine, n. 11 (2004): 26-17
“Dove sono finite le stelle. Il fenomeno dell'inquinamento luminoso nelle città”, ABC Magazine, n. 11 (2004): 11
“Villa Carpegna”, ABC Magazine, n. 12 (2004): 14-15
“L'Opera Don Guanella a Roma”, ABC Magazine, n. 12 (2004): 26
“La chiesa della Madonna del Rosario.”, ABC Magazine, n. 13 (2004): 14-15
“Villa Sciarra”, ABC Magazine, n. 13 (2004): 16-17
“Piccole chiese nella città. Due oratori dedicati a S. Andrea su via Flaminia”, ABC Magazine, n.14 (2004):14-15
“Villa Aldobrandini”, ABC Magazine, n. 14 (2004): 16-17
“Villa Celimontana”, ABC Magazine, n. 15 (2004): 26-17c
“Oriente cristiano a Roma”, ABC Magazine, n. 15 (2004): 14-15
“Ariccia. La chiesa di Santa Maria Assunta”, Controluce, n. 6 (2004): 10
“Le  cave e il bosco Ferentino a Marino”, Controluce, n. 4 (2004): 11
“AISA sport: sul lago a scuola di canoa”, Controluce, n. 5 (2004): 4
“Il sentiero dell'Ontano nero”, Controluce, n. 11 (2004): 9
“Nuove comunità monastiche nella Chiesa”, Appunti di Viaggio, n. 113 (2010): 15-2
“La visione cosmologica nei primi edifici cristiani”, Quaderni della Sapienza, Volume III. Irfan (2016):131-135
“Il simbolismo antropomorfico del tempio cristiano”, Quaderni della Sapienza, Volume IV. Irfan (2016):113-118
“L'altare cristiano”, Quaderni della Sapienza, Volume V. Irfan (2017):89-95
“L'ambone, il luogo della Parola”, Quaderni della Sapienza, Volume VI. Irfan (2018):87-94







mercoledì 5 marzo 2008

Due icone di Cristo

Cristo Occhio Ardente

Cristo Pantocrator

Crocefisso

Due piccole icone

Madonna con Bambino

Cristo Pantocrator

La Vergine

Icona realizzata sotto la guida del M. Stefano Armakolas














Quattro icone di santi

San Giovanni Battista

San Nicola

San Francesco

San Giorgio